Ars Bellica

REGNI ROMANO-BARBARICI

Fu essenzialmente nel V secolo che un certo numero di popolazioni germaniche, che vivevano a Nord del Danubio e ad Est del Reno, si stanziò entro i confini dell'impero e ne cambiò per sempre il destino. Visigoti, Svevi, Vandali, Burgundi dapprima, Franchi ed Ostrogoti poi diedero allora vita in Occidente ad altrettanti regni in cui i Germani, per lo più formalmente alleati imperiali (foederati), svolgevano sicuramente un ruolo preminente, ma in cui dovettero comunque fare i conti con l'episcopato cattolico e una potente aristocrazia latifondista di tradizione romana. Il più solido di questi regni fu comunque quello dei Franchi. La conversione di Clodoveo, loro re, e di tutto il popolo dal politeismo al cattolicesimo agli inizi del VI secolo vi favorì infatti l'instaurazione di rapporti strettissimi fra l'aristocrazia militare franca, l'episcopato cattolico e i latifondisti di tradizione gallo-romana.
Quello dei rapporti con le aristocrazie locali romanizzate non fu il solo problema che i capi delle popolazioni barbariche dovettero affrontare. Come ovviare, per esempio, all'inadeguatezza delle strutture tribali germaniche di fronte alle esigenze di governo di un apparato burocratico complesso come quello romano? Furono così utilizzate e si conservarono molte strutture amministrative ereditate dall'impero; fu di grande aiuto la «cultura di governo» dei funzionari di coordinamento di una circoscrizione pubblica (comitato) o ecclesiastica. Questo contatto con il mondo romano fu dunque gravido di conseguenze. Fra l'altro esso favorì l'attribuzione di nuove funzioni politiche e di governo al potere regio: il re, che nel germanesimo primitivo era soprattutto un capo militare, si trasformò nella suprema autorità politica di uno stato territoriale sui generis al cui interno la coesistenza della legislazione di ogni singolo popolo occupante con il diritto romano consentì a ciascuno di vivere secondo le proprie leggi. L'imitazione dei modi di vita e di affermazione sociale diffusi nel mondo romano mutò infine la fisionomia stessa degli occupanti che da contadini guerrieri divennero proprietari terrieri, mentre le aristocrazie militari germaniche si trasformarono in aristocrazie fondiarie, sino a che, nel corso del VII secolo, si fusero lentamente con quelle di tradizione romana.
Le invasioni non misero in discussione le strutture economiche antiche, imperniate sul Mediterraneo. Mercanti greci, siriani o ebrei mantennero infatti vive, soprattutto nel VI secolo, le strutture di scambio precedenti. Il grano d'Africa e di Sicilia arrivava fino a Ostia, l'olio d'oliva spagnolo fino nella Gallia del nord. Gli schiavi sassoni scambiati a Verdun raggiungevano la Spagna e il Medio Oriente. Viceversa il papiro egiziano e le spezie dell'Estremo Oriente sbarcavano rispettivamente nei porti di Marsiglia e di Narbona. Anche se la vita economica veniva messa a dura prova dal ripetersi su scala mediterranea di epidemie di peste ricorrenti, le strutture economiche fondamentali del mondo antico sopravvissero almeno fino ai secoli VII-VIII. L'importanza di questi commerci è confermata dalla vivacità della circolazione monetaria, a partire da Ravenna, Barcellona e Marsiglia, attestata dalla numismatica.

Battaglie

Poitiers

La battaglia di Poitiers

ottobre 732

Carlo Martello sconfigge Abd al-Rahaman frenando l'espansione musulmana verso l'Europa occidentale e dà inizio alla dinastia che conobbe il suo massimo splendore con Carlo Magno.

Pavia

La battaglia di Pavia

773-774

La sconfitta e il conseguente crollo della monarchia longobarda liberò Roma dalla più persistente minaccia alla sicurezza del papato, preparando il terreno al Sacro Romano Impero.

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