Ars Bellica

GUERRE DI SUCCESSIONE

Nell'ultimo decennio del XVII secolo le grandi potenze europee si misurarono con l'esigenza di ridefinire gli equilibri continentali che erano stati stabiliti con la pace di Vestfalia del 1648, rispetto ai quali erano intervenuti almeno due fatti nuovi. Il primo era costituito dalla spinta espansionistica della Francia di Luigi XIV, il quale aveva avviato un progetto di preponderanza europea tale da inquietare l'Inghilterra e l'impero. Il secondo risiedeva nella ormai irrefrenabile decadenza della Spagna che apriva la prospettiva di un vuoto di potere in alcune zone nevralgiche de continente. Del resto la mancanza di eredi al trono di Madrid rendeva inevitabile un conflitto di dimensioni europee in cui la posta in gioco coinvolgerà l'immenso impero coloniale spagnolo. Nella contesa per la successione in Spagna interferì quindi anche la competizione commerciale tra Francia, Inghilterra, Province Unite, interessate a conquistare nuovi mercati e a rafforzare la loro presenza sui mari. Alla morte di Carlo II, ultimo degli Absburgo di Spagna, il quadro delle alleanze si definì con il trattato dell'Aja (1701) tra Inghilterra, impero e Province Unite, concepito in contrapposizione a Luigi XIV deciso a imporre un Borbone sul trono spagnolo. Il conflitto militare si svolse su molteplici fronti e si protrasse fino al 1713, l'anno in cui il sovrano francese acconsentì a firmare il primo trattato di pace di Utrecht, seguito da quello di Rastatt del 1714 tra Francia e impero. Gli esiti della guerra di Successione spagnola segnarono l'ultimo atto del declino della Spagna e al tempo stesso bloccarono l'espansionismo francese. Sul versante opposto sottolinearono il ruolo di protagonista che progressivamente stava assumendo la monarchia absburgica.
La politica dell'equilibrio, sostanzialmente perseguita dai principali stati europei nel XVIII secolo, non ebbe l'effetto di abolire la guerra come soluzione delle tensioni: significò piuttosto il tramonto delle aspirazioni egemoniche, la fine dei conflitti religiosi, l'accettazione di un quadro di alleanze, mutevoli ma finalizzate alla stabilità, la ricerca di aggiustamenti e di compensazioni. Tutto ciò si rifletteva nelle stesse operazioni militari dirette per lo più a evitare urti dirompenti tra gli eserciti. La guerra di Successione polacca fu da questo punto di vista un tipico conflitto settecentesco, condotto più con gli strumenti della diplomazia che con le baionette. Il problema polacco discendeva dal carattere elettivo della corona e dal ruolo dominante che le grandi famiglie dell'aristocrazia esercitavano sullo stato. Su questa realtà tanto estesa come territorio quanto debole come coesione istituzionale si era orientata già dai tempi di Pietro il Grande la pressione della Russia, che nel 1733 impose al trono il suo candidato. Al pari della precedente, anche la guerra di Successione austriaca finì con l'avere un andamento e una conclusione che andarono ben al di là del motivo per il quale si erano prese le armi, ossia il problema della successione al trono d'Austria e quindi alla corona imperiale. Entrarono in gioco infatti sia la sorprendente spinta militare della Prussia, decisa a prendersi la Slesia, sia la conflittualità tra Spagna, Inghilterra e Francia per il dominio marittimo e coloniale. Come quarant'anni prima fu risolutivo l'ingresso in guerra, a fianco di Maria Teresa d'Austria, della Gran Bretagna, ormai consapevole del suo ruolo di garante degli equilibri europei. Maria Teresa salvò il titolo imperiale mentre Federico II di Prussia ottenne la Slesia: Austria e Prussia si ergevano così come i due pilastri dell'ordine tedesco, mentre all'orizzonte appariva sempre più vicina quella che alcuni storici hanno definito come il primo vero conflitto su scala mondiale: la guerra dei Sette anni (1756-63). La definizione ha un fondamento di verità in quanto sottolinea le dimensioni autenticamente internazionali di un conflitto che si sviluppò contemporaneamente in Europa, Asia, America, Africa e che, in conclusione mandò parzialmente in frantumi il dominio coloniale francese, mentre la Gran Bretagna impose la sua supremazia, occupando il Canada, le Filippine, Cuba (questi due ultimi territori restituiti poi alla Spagna) e costringendo la flotta francese alla capitolazione presso la base indiana di Pondìcherry.

Battaglie

Assietta

La battaglia dell'Assietta

19 luglio 1747

La straordinaria vittoria dell'armata piemontese sulle forze d'invasione francesi, nonostante la palese inferiorità numerica, chiude il "fronte italiano" nella guerra di successione austriaca.

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