Ars Bellica

SEMITI E INDOEUROPEI

Con il termine Indoeuropei si indica un insieme di popolazioni che, parlando un comune idioma denominato proto-indoeuropeo, avrebbe popolato un'area geografica comune tra la metà del V millennio a.C. e l'inizio del II millennio a.C. Tale etnia si sarebbe poi dispersa per l'Eurasia a causa di dinamiche complesse di diffusione, legate a linee di transumanza, di commercio, e a dinamiche di sovrapposizione militare. L'ipotesi più diffusa sulla tipologia di popolazione era quella di un popolo di guerrieri nomadi che, migrando dalle sue sedi originarie a causa della scarsità di risorse, avrebbe travolto le civiltà preesistenti, portando tuttavia delle innovazioni tecnologiche come la metallurgia del bronzo, poi del ferro, l'uso del carro da guerra e del cavallo. Queste ultime caratteristiche sono le peculiarità degli eserciti persiani. Leggendarie sono le imprese militari di alcuni dei suoi re, quali Ciro il Grande o Dario, eppure nella storia, le loro vittorie (sul potente regno di Lidia ad esempio), sono difficilmente riportate, mentre assai meno di rado vengono ricostruite le vicende che li videro sonoramente sconfitti dalle poleis greche. In realtà, la lista dei successi persiani è assai ampia, così come erano ampi i loro domini e grandi le loro capacità amministrative (basta far riferimento alle satrapie). Eppure, è proprio in questa loro grande abilità nel mantenere relativamente autonome le popolazioni assoggettate che troviamo l'elemento di debolezza militare dell'esercito persiano. Un esercito multietnico, con varie tradizioni militari e non, che combatteva per un sovrano, a cui forse non tutti erano assolutamente devoti, difficilmente avrebbe avuto la meglio su truppe assai più determinate e cementate tra loro da ideali diversi. Le guerre contro le poleis greche saranno un esempio, ma la conferma definitiva arriverà con le sconfitte per mano di Alessandro, il quale dimostrerà che l'esercito persiano poteva essere sconfitto non solo grazie all'uso del fattore orografico (la montuosa Grecia non favoriva le cavallerie persiane), ma anche grazie al valore sul campo dei propri uomini. Ma a dare origine ad alcune delle caratteristiche base che comporranno il temibile esercito persiano vi è l'influenza di uno dei popoli semitici più famosi che la storia ricordi: gli Assiri. Il carro falcato, che nel corso dei secoli venne tanto usato dagli eserciti persiani pare fosse originario proprio delle terre assire, abbiamo notizia certa che ben sedicimila carri falcati possedeva Nino, re degli assiri, quando mosse all'assalto della Battriana. Spetta però a Ciro II di Persia il vanto di aver fatto dei carri una vera arma, con propria organizzazione tattica. L'esercito assiro contava inoltre su servizio del genio che permetteva di costruire rapidamente ponti e battelli per l'attraversamento dei fiumi, macchine da guerra e pare anche che gli Assiri siano stati fra i primi a introdurre cavalieri armati di arco. Questa evoluta forza militare porterà la piccola città-stato di Assur a conquistare, in più riprese, territori compresi tra l'Asia Minore, il golfo Persico, buona parte dell'Egitto e quasi tutte le coste più orientali del Mediterraneo. Eppure, a differenza dei persiani, la scarsa organizzazione amministrativa e le continue lotte per il potere, mostreranno la fragilità dell'impero assiro, che cadrà rapidamente sotto i colpi di un altro popolo iranico, i Medi.

Battaglie

Carchemish

La battaglia di Carchemish

605 a.C.

La vittoria dell'esercito Babilonese guidato da Nabucodonosor sulle forze congiunte assiro-egiziane nei pressi della città di Carchemish, termina l'epopea dell'impero assiro e segna il dominio neobabilonese nell'area siro-palestinese.

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