Le Scoperte Geografiche

Discutiamo di Storia militare dell'età moderna. Dalla conquista delle americhe fino alla rivoluzione francese

Le Scoperte Geografiche

Messaggioda Dresda » 30/03/2012, 16:42

Tra il XV e il XVI secolo gli Europei intrapresero viaggi verso l'Oceano che portarono alla scoperta di nuovi mondi. Ma le cause principali di queste scoperte si possono suddividere in cause culturali e cause economiche.
Per quanto riguarda le cause culturali, possiamo dire che se l'uomo non fosse stato libero e curioso non sarebbero mai potute esistire le scoperte geografiche; il coraggio di varcare le colonne d'Ercole è puramente culturale.
Per quanto riguarda le cause economiche possiamo dire che l'uomo del Rinascimento si sentì spinto verso gli altri paesi per il miglioramento dell'economia.
Le spezie, ad esempio, avevano un grandissimo valore: con le spezie si insaporivano e si conservavano i cibi, oppure queste potevano anche essere utilizzate nel campo farmaceutico. Prima era molto sviluppato un commercio delle spezie di tipo orientale: i mercanti di Venezia andavano ad Alessandria d'Egitto e le compravano dai fornitori arabi. Con la presa di Costantinopoli questo scambio risultava più difficile e quindi i prezzi delle spezie aumentavano.
A questo punto i mercanti portoghesi hanno pensato:- "Scavalchiamo gli Arabi e andiamo noi a comprarla in Oriente!" e così i Portoghesi trovarono una nuova via, ovvero esplorarono le coste africane. Alcuni studiosi dell'epoca (in particolare Toscanelli) pensavano che la Terra fosse sferica e che quindi, andando in una direzione o nell'opposto di essa, si sarebbe ritornati sempre nello stesso punto.
In questo periodo abbiamo una grande svolta in campo navale: si cominciarono a costruire le caravelle e i galeoni da guerra (grandi navi innovative che erano capienti ed armate di tanti cannoni) e, grazie a queste nuove "tecnologie", gli Europei possono essere definiti imbattibili sui mari in quanto gli altri popoli erano ancora "arretrati" sotto questo punto di vista.
I Portoghesi esplorarono così le coste africane (con Enrico il Navigatore), arrivano a Capo di Buona Speranza (con Bartolomeo Diaz), fino alle Indie (con Vasco de Gama).
Questa non fu un'impresa molto facile e agiata poichè, verso la parte media delle coste africane, i venti erano spinti in mare aperto e c'era così la possibilità che le navi si distruggessero nella marea. Bisogna anche ammettere che l' Oceano era allora sconosciuto agli Europei e, lentamente, cominciarono a sfruttare questi venti.
Il navigatore Cristoforo Colombo riteneva che si potesse raggiungere l'Oriente anche da Occidente, essendo all'oscuro della vastità dell'Oceano Atlantico e dell'esistenza di un altro continente. Così Colombo segue le indicazioni di Paolo Toscanelli e giunge in America. Inizialmente lui pensava di aver toccato le Indie ma in realtà non era così: solo Amerigo Vespucci capì che quelle non erano le Indie ma erano parti di un più vasto continente e, in conseguenza a cio, il nome di quel continente derivò dal suo nome (America da Amerigo).
Successivamente Ferdinando Magellano riuscì a compiere per la prima volta il giro del mondo, ovvero a "circumnavigarlo" ma, sfortunatamente, la sua nave venne attaccata da alcuni indigeni delle Filippine e lui morì con essa.
Una volta che gli Europei approdano sull'isola "Spagnola" (chiamata proprio così dal fatto che fu la prima ad essere scoperta), questi trovano popolazioni molto particolari: gli indigeni del posto avevano modi di mangiare, di vestirsi,.... diversi da quelli tipici europei.
Nacque un grosso problema: come dividere i territori tra Spagnoli e Portoghesi ? Il problema viene risolto nella seguente maniera: viene tracciata una linea verticale immaginaria, chiamata "raya", che divide l'America in due parti; gli Spagnoli avrebbero avuto la parte di sinistra mentre i Portoghesi quella di destra. Venne così spartito il mondo nel 1494 con questo che noi definiamo come Trattato di Tordesillas.
I Portoghesi non curarono molto queste zone ma erano più interessati a creare colonie in Africa e in Asia per favorire il commercio delle spezie.
Gli Spagnoli, al contrario dei Portoghesi, cercano in questi territori fama e ricchezza: nasce la figura del Conquistador. Un esempio di Conquistador, che può meglio fungere da modello, è Cortes o Pizarro che, in poco tempo, sterminarono e non si fecero scrupoli di saccheggiare le popolazioni, sfruttandole nelle miniere.
Questi Conquistadores portarono malattie come il raffreddore che, per gli Indios (così chiamati perchè gli Europei pensavano ancora che quel territorio si trattasse delle Indie) era mortale in quanto questi non avevano gli anticorpi necessari.
La crudeltà nello sterminio fu terribile tanto che un cappellano spagnolo, Bartolomè de Las Casas, mosso a compassione, cominciò a lottare per ottenere la libertà di questi popoli. Una sua opera che ci è pervenuta si chiama "Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie Occidentali".
In questa relazione redatta da Bartolomè sono riscontrabili vari esempi; ne riportiamo dal testo integrale alcuni esempi:

NB: Tutto cio che è scritto tra parentesi è esclusivamente appartenente allo scritto originaria

"L'isola Spagnola, come abbiamo detto, fu la prima ove i cristiani approdarono e diedero inizio alle stragi e alle devastazioni di quelle genti; e la prima a essere distrutta e spopolata. Cominciarono col prendere agli indiani le donne e i figlioli per farsi servire e per farne malo uso, e a mangiare i cibi che questi si procuravano con il sudore e le fatiche loro. Non si contentavano di ciò che essi offrivano di buon grado, ciascuno secondo le proprie possibilità: che sono modeste, poichè d'ordinario gli indiani non son soliti possedere più di quanto fa loro bisogno e che possono procurarsi con poco lavoro. Del resto ciò che basta in quelle terre per un mese a tre famiglie di dieci persone ciascuna, un cristiano se lo mangia e lo sciupa in un sol giorno. In seguito a tante altre prepotenze, violenze e vessazioni, gli indiani cominciarono a capire che quegli uomini non dovevano essere venuti dal cielo. E alcuni presero a nascondere le loro provviste, altri le mogli con i figli, e altri ancora fuggirono nelle foreste per stare lontani da quella gente dal tratto così acerbo e terribile. I cristiani li prendevano a ceffate e a pugnate, e li bastonavano fino a che non confessavano dov'eran nascosti i signori dei villaggi: e così li scovavano. La loro protervia e impudenza arrivarono al punto che un capitano violentò la stessa moglie del più grande di quei signori, sovrano dell'intera isola. Fu allora che gli indiani cominciarono a cercare il modo di cacciare i cristiani dalleloro terre e si misero in armi. Ma le armi loro sono estremamente fragili, di poca offesa, scarsamente resistenti e ancor meno atte alla difesa: tutte le lor guerre son poco più dei giochi di canne in uso tra noi, se non addirittura dei trastulli dei bambini. Coi cavalli, le loro spade e le loro lance i cristiani si diedero allora a compiere contro gli indiani tali massacri e tali crudeltà ch'essi neanche avrebbero potuto immaginare.
Entravano nei villaggi e facevano a pezzi tutti, senza risparmiare vecchi nè bambini e sventrando le donne, pregne o puerpere che fossero: era come se prendessero d'assalto agnelli rifugiati nei loro ovili. Facevano scommesse a chi sarebbe riuscito a fendere un uomo in due con una sola sciabolata, a tagliargli la testa d'un colpo di picca oppure a sviscerarlo. Strappavano gli infanti dai petti delle madri, e tenendoli per i piedi ne fracassavano le teste contro le rocce. Altri se li gettavano dietro le spalle precipitandoli nei fiumi con grandi risate e motteggi, e stavano poi a osservare la creatura nell'acqua dicendo: << Corpo di mille diavoli, guarda come scodinzola >>. Altri li infilzavano con la spada insieme alle madri e a quanti si trovavano innanzi, come uno spiedo. Costruivano lunghe forche, alte in guisa che le punte dei piedi dei suppliziati sfiorassero appena la terra, e di tredici in tredici, in onore e reverenza del nostro Redentore e dei dodici apostoli, mettendovi sotto legna e fuoco, li ardevano vivi. Ad altri legavano o appendevano a tutto il corpo della paglia secca e vi appiccavano fuoco: e in questa maniera li facevano morire. Ad altri ancora, e a tutti quelli che prendevano vivi, tagliavano le mani lasciandole loro penzolanti dai moncherini, e dicevano: << Andate a portar lettere >>; come a dire che andassero a recar notizie alle genti che si erano rifugiate nelle foreste. I nobili e i signori li facevano quasi tutti perire alla stessa maniera. Li legavano su graticole fatte di pertiche poggiate su quattro forcelle e accendevano sotto tutto il lor corpo un fuoco lento perchè, gettando urla disperate in mezzo a quei tormenti, rendessero l'anima a poco a poco.
Una volta che tenevano a bruciare a quel modo quattro o cinque signori d'importanza (e se ben ricordo v'eran nei pressi altre due o tre paia di graticole sulle quali ardevano agli uomini), siccome andavan gettando altissime grida, il capitano, o per compassione o perchè gli disturbavano il sonno, comandò che venissero strangolati. Ma il bargello, il quale era più malvagio del carnefice che li abbrustoliva (e io so come si chiamava: ho persino conosciuto certi suoi parenti a Siviglia), non volle farlo; mise anzi, di sua mano, dei bastoni nelle lor bocche per soffocarne gli urli, e poi attizzò il fuoco finchè morirono come lui voleva, bruciati lentamente. Le cose che vengo raccontando, e infinite altre, le ho viste con i miei occhi. Tutti quelli che riuscivano a fuggire si rifugiavano nelle foreste o si inerpicavano sulle montagne a cercar scampo da uomini tanto inumani e spietati, da belve così sanguinarie, da quei distruttori e nemici mortali dell'umano lignaggio. Furono allora allevati e ammaestrati certi levrieri, cani ferocissimi che appena vedevano un indiano lo facevano fuori in un ave: gli balzavano addosso e lo divoravano come se fosse un cinghiale. Con questi cani si son compiute grandi stragi e carneficine. E poichè alcune volte, poche invero e di rado, accadeva che gli indiani, con giusta ragione e santa giustizia uccidessero dei cristiani, questi decretarono che per ognuno dei loro ammazzato si mettessero a cento indiani."

da "Brevissima relazione della distuzione delle Indie - Dell'Isola Spagnola"

Questo è l'esempio di "umanità" dei Conquistadores. Io ritengo questa relazione come un'agghiacciante resoconto di cio che stava avvenendo all'epoca in America.
Così i sovrani spagnoli si accorsero di quello che stavano facendi i Conquistadores e capirono che la situazione stava sfuggendo loro dalle mani. Decisero così di adottare il sistema dell'Encomienda (dallo spagnolo "encomendar" che significa "affidare"). Questo sistema si basava sulla ripartizione delle Amerche in regioni (encomiendas) amministrate da dei sovrani (encomenderos) che dovevano riferire direttamente all'imperatore. Questa fu una decisione alquanto errata: se prima le stragi dei Conquistadores erano illegali, ora questi sono autorizzati ad attuare questo genocidio in maniera legale, ovvero sotto pretesti inesistenti.
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Re: Le Scoperte Geografiche

Messaggioda magheggio » 05/04/2012, 8:07

Non vorrei proprio fare il pignolo, ma non è stato il raffreddore a sterminare gli indigeni delle americhe Centro e Sud bensì la sifilide, la peste, il tifo... in generale malattie un più aggressive.
Inoltre c'è da dire che la dominazione Spagnola nelle americhe è stato la peggiore, infatti le popolazioni Inca e Azteche erano arretrate sopratutto sul piano militare, ma dal punto di vista del vivere comune e dell'igiene erano più avanzate tanto è vero che, a detta di molti storici, a città del messico (che era la capitale degli Aztechi col nome di Tenochtitlan) 500 anni fa si viveva meglio di oggi.
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