I grandi cannoni tedeschi delle due guerre mondiali

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I grandi cannoni tedeschi delle due guerre mondiali

Messaggioda Maximo » 16/04/2010, 12:43

I grandi cannoni tedeschi delle due guerre mondiali

I tedeschi furono assoluti precursori fin dal '15-'18 nel campo dell'artiglieria pesante. Prototipi grandiosi di cannoni imponenti, come il Parisgeschütz, furono ripresi dal regime nazista. Hitler stesso aveva sempre sostenuto i progetti titanici, in puro stile wagneriano.
Esaminerò in dettaglio tre di questi cannoni.

Il cannone di Parigi
Il Parisgeschütz (tedesco: cannone di Parigi) era il nome di un pezzo di artiglieria con il quale i tedeschi bombardarono Parigi durante la Prima guerra mondiale, dal marzo all'agosto del 1918. Quando fu usato per la prima volta i parigini credettero di essere bombardati da un dirigibile, non sentendo il rumore di aeroplani o cannoni. Fu il più grande cannone utilizzato nel corso del conflitto.
Chiamato anche Cannone del Kaiser Guglielmo (Kaiser Wilhelm Geschütz), è spesso confuso con la Grande Berta, il cannone usato dai tedeschi contro i forti di Liegi nel 1914, dato che i francesi lo chiamavano allo stesso modo, o con il più piccolo Langer Max, da cui deriva. La celebre famiglia Krupp d’industriali dell'acciaio produsse tutti e tre i cannoni, ma non vi sono altre similitudini.
Come arma non ebbe grande successo, dato che la carica esplosiva era molto piccola, la canna doveva essere sostituita regolarmente e l'accuratezza era sufficiente soltanto per bersagli delle dimensioni di una città. Tuttavia l'obiettivo dei tedeschi era quello di costruire un'arma psicologica per intaccare il morale dei parigini, non per distruggere la città.

Il Parisgeschütz era un'arma come nessun'altra, ma le sue esatte capacità sono sconosciute, tutti i valori numerici disponibili sono approssimati, né è possibile ricavarli poiché fu distrutto dai tedeschi durante l'offensiva dell'Intesa del 1918. I dati circa le dimensioni, la gittata e le prestazioni variano notevolmente a seconda delle fonti; nemmeno il numero di proiettili sparati è certo.
Da quello che si conosce era in grado di lanciare un proiettile da 94 kg a una distanza di 130 km e un'altitudine massima di 40 km (la massima altitudine raggiunta da un proiettile costruito dall'uomo fino al primo test di volo del V2 nell'ottobre 1942). All'inizio della sua traiettoria di 170 secondi, ogni proiettile viaggiava alla velocità di 1600 m/s, quasi cinque volte la velocità del suono.
Il cannone stesso pesava 256.000 kg, era montato su rotaie ed aveva una canna rigata di 210 mm di calibro lunga 28 metri, con una porzione liscia di sei metri.

In origine concepito come un'arma navale, il cannone era operato da 80 marinai della Kaiserliche Marine, comandati da un ammiraglio. Era circondato da molteplici batterie di artiglieria convenzionale, per creare un "muro di rumore" attorno ad esso, cosicché non potesse essere localizzato da francesi e inglesi. Il proiettile volava talmente in alto che fu il primo oggetto costruito dall'uomo a entrare nella stratosfera, virtualmente eliminando qualsiasi forma di resistenza dell'aria, da cui deriva la sua formidabile gittata. I proiettili erano lanciati a tale velocità che ogni colpo erodeva una considerevole quantità di acciaio dalla canna. Dunque ogni proiettile era numerato secondo il diametro ed era necessario spararli in ordine numerico, per evitare che il cannone s’inceppasse ed esplodesse. Dopo 65 colpi sparati la canna aveva un diametro di 240mm.

Schwerer Gustav
Lo Schwerer Gustav era un cannone tedesco della seconda guerra mondiale, montato su rotaie.
Questo cannone è considerata la più potente arma mai trasportata su di un treno. La bocca da fuoco fu costruita nel 1941 dalla ditta tedesca Krupp, che in precedenza aveva costruito un suo fratello: il Dora. Era stato concepito per distruggere la Linea Maginot, come aveva fatto il suo antenato Grande Berta nel 1914 con i forti di Liegi, ma lo sviluppo si rivelò troppo lungo e quando fu terminato si decise di inviarlo invece sul fronte orientale.
Il cannone fu pertanto impiegato in Crimea nella battaglia di Sebastopoli, e per trasportarlo occorse un convoglio lungo 1,6 chilometri. Il cannone aveva una portata di 37 chilometri e pesava ben 1.344 tonnellate. Data la sua possente mole era in grado di sparare granate da 7 tonnellate.
Questo cannone richiedeva una dotazione di oltre 1.200 serventi, ma in precedenza erano stati impiegati oltre 2.500 operai delle ferrovie per adattare la linea ferrata sovietica al transito del convoglio, inoltre per la sua messa in batteria e per utilizzare un adeguato angolo di sito occorreva un tratto di linea a doppio binario a forma di semicerchio di oltre un chilometro, per permettere al cannone di allinearsi al bersaglio.
Dopo Dora e Gustav, la Krupp stava costruendo un terzo cannone di tipo simile, "Langer Gustav", ma lo stabilimento della Krupp di Essen venne bombardato prima dalla RAF, e successivamente la guerra terminò.
Gustav sarebbe stato un trofeo di guerra perfetto, ma i tedeschi lo avevano fatto letteralmente a pezzi per impedirne la cattura; gli alleati ritrovarono alcuni resti del cannone a Auerbach, nell'aprile del 1945, ma non riuscirono a trovare abbastanza pezzi da poterne ricostruirne uno intero, e ciò che rimaneva dei tre cannoni fu demolito.

Il V3
Il V3 Hochdruckpumpe (ovvero la pompa ad alta pressione) fu un prototipo di super-cannone realizzato dalla Germania durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale. La sigla V3 sta per Vergeltungswaffe 3 (arma di rappresaglia 3 in tedesco, un'idea di Joseph Goebbels) per fini propagandistici.
L'arma era stata progettata per poter sparare granate da 60 chilogrammi, da Mimoyecques sulle coste francesi, fino a Londra.
l programma originale prevedeva venticinque di queste armi, a Marquise-Mimoyecques tra Calais e Boulogne, che, una volta ultimata la fase di progettazione, dovevano lanciare 200 granate all'ora (ma dopo aver effettuato dei test a Hillersleben nell'autunno 1943 e a Miedzyzdroje nel gennaio 1944 si decise che si poteva aumentare la cadenza di fuoco del 50%). Secondo il rapporto Sanders in origine erano stati selezionati come postazioni per il cannone due siti distanziati, collegati da un tunnel di 100 metri, ottenendo quindi 50 bocche da fuoco.
Fu quindi scavato nella roccia un tunnel profondo trenta metri e protetto da una cupola dallo spessore minimo di 5,2 m. Fin dall'inizio i tedeschi si accorsero che il meccanismo aveva degli svantaggi, come il cedimento in alcuni punti della canna, e l'instabilità del proietto quando superava la velocità di 1100 m/s. Il ministro degli armamenti Albert Speer si era tuttavia convinto che una migliore sagoma del proiettile potesse ovviare a ciò. In realtà secondo il museo di Lussemburgo, andando a modificare l'angolo tra i giunti, il volume delle camere secondarie, la distanza che intercorreva tra esse, la quantità di polvere da sparo e la velocità iniziale del proietto, si poteva arrivare a cedimenti molto più dilatati nel tempo, ovvero da un valore di dopo 10 lanci a 10 000 circa.
Fu inizialmente sviluppato un piccolo prototipo nell'isola polacca Wolin nei pressi di Miedzyzdroje, dimostrandone le capacità nel aprile-maggio 1943. Subito si iniziarono quindi gli scavi delle gallerie, necessarie per la costruzione dell'imponente cannone nel litorale nord della Francia, andando a costituire quindi la terza arma di terrore dopo la V-1 e la V-2.
Il sito francese in costruzione prevedeva delle camere di combustione laterali inclinate di un certo angolo e poste ad una distanza di 3,65 metri l'una dall'altra. Alla sua costruzione si dedicarono molti operai slavi, ma la resistenza francese, visti gli iniziali sforzi della costruzione, avvisò subito gli alleati, che puntualmente (solo due mesi dopo) iniziarono i bombardamenti.
Il D-day era oramai alle porte e i tedeschi, dopo aver già in precedenza abbandonato il progetto, si videro costretti ad arretrare. Non si conoscono, quindi, le effettive potenzialità di quest'arma, considerando anche che furono sparati ben pochi colpi.
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