Cesare e il primato strategico

Discussioni sull'arte della guerra nelle principali civiltà del periodo classico

Cesare e il primato strategico

Messaggioda ClaudioCugliandro » 17/02/2011, 22:17

Giulio Cesare è forse il più grande stratega di tutti i tempi. Un'impresa come la sua ha un che di divino, fatto sta che, dopo la congiura che lo portò alla morte alle Idi di Marzo del 44 a.C., divenne "divo". Sicuramente, una personalità dal carattere forte: malato di epilessia, amava passare il tempo con le grani donne (e mogli: famosissimo è il racconto della sua storia con la moglie di Pompeo) di Roma, ma non disdegnava neanche i rapporti con il proprio sesso, abilissimo guerriero, tattico e stratega, sapeva essere crudele senza pari, ma anche così clemente da essere criticato dai suoi ufficiali (clementia caesaris), voleva instaurare la dittatura, ma per ridare subito posto ad un governo più autoritario, e quindi più adatto a governare un territorio che ora, grazie a lui, si estendeva dall'Inghilterra all'Egitto. Un capolavoro strategico, la conquista della Gallia, uno tattico, l'assedio di Alesia, uno politico, l'Egitto e l'eredità ad Augusto, che si dimostrerà più che degno della scelta dello zio di sangue e padre d'adozione. Un uomo che riuscì a sottomettere una popolazione ostile, anche se culturalmente e civilmente arretrata, forte di una cavalleria più esperta, di una fanteria numerosa, dell'aiuto dei temibili Germani e un gran condottiero, Vercingetorige. Ma un nemico ben più grande ostacolava la sua impresa, e ha finito per renderla ancora più grande: il Senato. Alleatosi ormai con Pompeo Magno, contrastò in ogni modo Cesare, pressandolo sempre di più e costringendolo, col passaggio in armi del fiume Rubicone, che sanciva l'inizio del territorio all'interno del quale si dovesse marciare non in armi, a dichiarare:"Alea iacta est", e scatenare la più cruenta guerra civile delle storia romana, che non finirà neanche alla sua morte, ma si protrarrà fino al 31 a.C., con la vittoria ad Azio di Augusto (di Agrippa, in realtà) e l'inizio dell'epoca romana.
Ma perchè il più grande stratega? La discussione è aperta...
ClaudioCugliandro
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Dresda » 10/07/2011, 14:58

Io ritengo che non esista un solo grande stratega. Io penso che ogni grande personaggio della storia sfruttasse cio in cui era più dotato: per fare un esempio, possiamo dire che Giulio Cesare era abile nell'arte della guerra (e quindi viene ritenuto un grande stratega per il suo genio militare), possiamo dire che Cicerone era abile nell'arte della diplomazia (ma anche stratega perchè conosceva e utilizzava determinate strategie per influenzare il Senato sulle decisioni politiche - tanto è vero che fu eliminato da Cesare dalla scena politica perchè quest'ultimo temeva l'effetto delle sue orazioni sul Senato), possiamo dire che anche Annibale fu un grande stratega in quanto utilizzava la psicologia dell'avversario per riuscire nelle sue battaglie (nella battaglia di Canne l'esercito romano si ritrovò intrappolato proprio perchè Annibale conosceva la psicologia dei suoi avversari - in parole povere, cosa avrebbero fatto): ognuno con la sua abilità.
Sono casualmente venuto a sapere da un documentario ("Cartagine costruzione di un impero") che Giulio Cesare ha voluto lui stesso decidere di morire così, proprio per divenire un "divo". Lui aveva pensato anche che sarebbe dovuto divenir leggenda. Forse ti starai chiedendo come mai: sempre secondo quello che dice il documentario, a Cesare arrivò molte volte l'avvertimento che quel tale giorno ci sarebbe stata una congiura, si dice anche che fu lui stesso a procurarsela tramite un atto di disprezzo verso i senatori (ma che ora non ricordo perchè l'ho visto molto tempo fa) che portarono alla congiura. L'unico fatto che non si aspettava era proprio quello di venire a sapere, in punto di morte, che tra i congiurati c'era anche un suo figlio adottivo (Bruto), pronunciando poi la frase che sarebbe passata alla storia.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda ClaudioCugliandro » 11/08/2011, 8:04

Ho visto il documentario, l'ho caricato sul mio canale di YouTube (HistoriaMagistraVitae). Questa di Cesare è più una supposizione che qualcosa di "tangibile" dalle fonti. In ogni caso, è certo che Cesare stesso volesse creare un culto della personalità come mai ve ne furono a Roma. Anche per questo viene considerato da alcuni il primo "vero" imperatore: in Età repubblicana ognuno era un semplice cives al servizio della Patria, ma con Cesare l'uomo-Dio entra a far parte della cultura politico-sociale romana. Anche questo fa parte, secondo me, delle sue straordinarie abilità strategiche: egli era considerato un messo degli dei già prima delle Idi di Marzo. E ogni soldato, al contrario di quanto avvenne con Pompeo, Crasso e addirittura Vercingetorige, era disposto a dare la vita per lui e per il suo insaziabile ego.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Terry » 15/10/2011, 5:37

Cognome romano divenuto un titolo. Nel 46 a.E.V. Gaio Giulio Cesare fu acclamato dittatore di Roma, carica che avrebbe ricoperto per dieci anni, se nel 44 a.E.V. non fosse stato assassinato dai suoi oppositori.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Terry » 15/10/2011, 5:40

Cesare era il suo cognome, Gaio il nome proprio e Giulio il nome della sua famiglia. Il nome passò al figlio adottivo e successore, Gaio Giulio Cesare Ottaviano. Ottaviano affermò la sua supremazia nel 31 a.E.V., e nel 27 a.E.V. il senato romano gli accordò il titolo di Augusto, così che divenne noto come Cesare Augusto.
I quattro successivi imperatori romani (Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone) rivendicarono questo nome per parentela effettiva o per adozione. Il cognome divenne intimamente associato alla posizione di sovrano tanto che, anche dopo la fine della dinastia dei Cesari, fu conservato come titolo regale equivalente a quello di imperatore, dando poi origine alle forme kaiser (tedesco) e zar (russo).
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Terry » 15/10/2011, 11:07

Si dice che Giulio Cesare riuscisse a camuffare i messaggi che trasmetteva sul campo di battaglia per mezzo di un cifrario che si basava su un sistema di sostituzione semplice: ogni lettera veniva sostituita con quella collocata tre posizioni più avanti nell’alfabeto. Per esempio la a diventava d, la b diventava e, e così via.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Terry » 17/10/2011, 9:47

Che cosa vuol dire VERCINGETORICE....mi sembra giusto dare il significato per i tanti che non lo sanno:
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Marco » 17/10/2011, 22:14

Non è proprio così, per quanto ne so numerosi filologi si sono interrogati per lungo tempo sul nome Vercingetorix per capire se fosse un nome proprio di persona, se volesse semplicemente dire "il capo" in lingua arverna o se fosse un epiteto affidatogli in seguito. Difatti secondo gli studi più recenti significherebbe "re supremo dei guerrieri" o "il grandissimo re dei guerrieri", epiteto che venne usato anche per altri sovrani celti.
Tuttavia la difficoltà resta dal momento che il Vercingetorige portava già quel nome prima ancora che gli venisse conferita la responsabilità suprema.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Terry » 17/10/2011, 22:38

Hai ragione, ho trovato molto materiale, qui ne copio e incollo due.

Vercingetorige (o Vercingetòrige; lat. Vercingetŏrix -īgis) - da "Enciclopedie on line"

Capo dei Galli (m. 46 a. C.), nativo dell'Alvernia. Figlio di Celtillo, ancor giovane organizzò (52) e diresse la ribellione nazionale contro Cesare, riuscendo, dopo alterne vicende, a infliggere una grave sconfitta a Cesare nell'assedio di Gergovia; assediato poi ad Alesia si difese con valore, finché, vista perduta la partita, per placare il vincitore, si offrì prigioniero. Cesare lo tenne per sei anni prigioniero a Roma per averlo presente nel suo trionfo (46), e quindi lo fece decapitare.


Bruto Albino, Decimo Giunio (lat. D. Iunius Brutus Albinus) - da "Enciclopedie on line"

Uomo politico romano (1º sec. a. C.); combatté agli ordini di Cesare contro Vercingetorige e durante la guerra civile diresse il blocco contro i pompeiani a Marsiglia (49). Nel 48 fu pretore. Nonostante l'affetto dimostratogli da Cesare, prese parte alla congiura contro di lui nella quale ebbe l'incarico di sollecitare personalmente la venuta del dittatore in senato. Dopo il cesaricidio, raggiunse la Gallia Cisalpina, di cui era governatore, ma fu assediato a Modena da Antonio, che qui fu a sua volta vinto da Ottaviano; ma B., nonostante il favore del senato, fu condannato da Ottaviano all'esilio e morì mentre tentava di raggiungere in Macedonia Marco Giunio Bruto.
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Re: Cesare e il primato strategico

Messaggioda Maximo » 23/10/2011, 11:43

Ok va bene, buone le info ma che c'entrano Vercingetorige e Bruto?
Non si stava parlando di Cesare?
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